È in inglese l’ultima pubblicazione che racconta all’Europa la storia della Cartiera e del Villaggio Celdit fino ai giorni nostri. Quando la collaborazione con l’Università fa la differenza

ANNA CRISANTE
EDITORIALE

Evidentemente i tempi sono maturi per tornare a parlare di lavoro e di fabbriche, ancora meglio se si tratta della Cartiera di Chieti Scalo che si è inserita a pieno titolo – nel suo evolversi dal periodo fascista, alle lotte sindacali, alla disoccupazione – nella storia del sistema Paese. Dopo la riedizione di una vecchia pubblicazione sulla “Fabbrica di papà”, le ricerche svolte per Tesi presentate in altre università italiane, anche la grande catena editoriale Springer ha voluto dedicare uno spazio alla Celdit e al Villaggio nel volume n. 247 – 2020 per la collana: “Il processo decisionale nelle scienze sociali: tra tradizione e innovazione”.

Il titolo dell’articolo, scritto dalla sociologa Fabiola Nucci, dal laureando in Lettere Mario Perrucci e dalla sottoscritta Anna Crisante, è “Experience-Based Course of Social Generativity in Villaggio Celdit, Chieti. History of Challenge for Popular Quarter’s Rebirth After Big Factory’s Closure” (“Percorso di Generatività sociale basato sull’esperienza nel Villaggio Celdit, Chieti. Storia della sfida per la rinascita del quartiere popolare dopo la chiusura di una grande fabbrica”). Di seguito l’abstract in inglese e italiano:

<This chapter is dealing with experience-based course of social generativity in Villaggio Celdit in Chieti, its name due to “Cellulosa d’Italia CEL.D.IT.”, later named “Cartiera CIR”. The “Villaggio” is in fact a quarter built for working people of Fratelli Pomilio Paper-mill, factory born in 1938 after starting an advanced technique. In 70s, only the cellulose department had counting over 700 hands. But with wrong policy, factory closed in 2008, and the Villaggio transformed itself in a peripheral quarter, not only in the way of “distant from centre”, but also in sense of “marginal”, closed in its perimeter, in spite of nearness of college campus “G. D’Annunzio”. In 2000, City Administration of Chieti determined to start local service offered to young, an aggregation space. It has allowed to lay,more than purposes and expectations of Administration and social operators, foundation stone to way of quarter’s rebirth. It will also enounce the experience that, before social intervention, is people meeting, a workshop that rises and receives youth, associations, people, groups, organizations’s requests, in a high potential quarter. It will demonstrate that social generativity is a course consisting to stay in the state of degradation to attain to knowits real daily dimension and by running this inevitable bottleneck that onewould gain intergenerational dimension, capable to “negotiate ties among past, present and future”.>

<In questo articolo raccontiamo il percorso esperienziale di generatività sociale del Villaggio Celdit di Chieti, che prende il nome dalla Cellulosa d’Italia CEL.D.IT., poi Cartiera CIR. Un quartiere costruito per ospitare gli operai dell’industria della cellulosa dei fratelli Pomilio, nata nel 1938 dopo la messa a punto di una tecnica allora all’avanguardia.  Negli anni ’70, il solo reparto di produzione della cellulosa contava oltre 700 dipendenti. Via via, con il tempo e con scelte politiche e imprenditoriali che portarono alla definitiva chiusura dello stabilimento nel 2008, il Villaggio si è trasformato in un quartiere periferico nell’accezione di “marginale” – che sta ai margini – chiuso nel suo perimetro, nonostante la sua vicinanza al Campus dell’Università “G. D’Annunzio”. Nel 2000 l’Amministrazione comunale di Chieti decide di avviare un servizio rivolto ai giovani, un centro di aggregazione. Ciò ha permesso, al di là delle intenzioni e aspettative della stessa Amministrazione e degli stessi operatori, di porre la prima pietra per ciò che, pian piano, è diventato un percorso di rinascita del quartiere. Si racconterà di un’esperienza in divenire che, prima ancora di essere un intervento sociale, è un incontro tra persone, un laboratorio che genera e accoglie le istanze dei giovani, delle associazioni, delle persone, dei gruppi, delle organizzazioni in un quartiere dalle enormi potenzialità. Si proverà a dimostrare che la generatività sociale è, appunto, un percorso che deve necessariamente partire dallo stare dentro il degrado per conoscerne la reale dimensione quotidiana e che solo attraverso questa inevitabile strettoia potrà acquisire la dimensione intergenerazionale, capace di “negoziare i legami tra passato, presente e futuro”.>

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Ma come si è arrivati all’articolo Springer? Tutto ha avuto inizio con la collaborazione tra l’Università D’Annunzio e le associazioni, e con l’impegno e la capacità visionaria di due protagonisti.

Il professor Antonio Maturo, docente di Matematica all’Università D’Annunzio

Il primo è il professore di Matematica Antonio Maturo esperto di rapporti internazionali che ha costituito una vera e propria rete. Incaricato dalle Facoltà di occuparsi dei rapporti internazionali, ne ha firmato una quindicina, con Iaşi-Romania, Spagna, Austria, Germania, Grecia, Turchia, Repubblica Ceca, Francia, Paesi Baltici, Svezia e Finlandia. Con la sola città di Iaşi ha stretto tre rapporti internazionali, di Matematica, Scienze Sociali e Agricoltura. È stato lui ad avere l’intuizione di coinvolgere le associazioni. Nel 1998, per il Progetto Erasmus della Romania di cui era responsabile, ha lavorato per la stipula di un accordo pilota tra la Facoltà di Architettura e l’associazione Camminando Insieme che aveva il compito di accogliere gli ospiti stranieri con i balli della tradizione abruzzese. Lunga esperienza nell’associazionismo, Maturo nel 1987 fonda la sezione di Pescara dell’associazione nazionale per l’insegnamento della Matematica e della Fisica Mathesis che ha anche un canale dedicato alla formazione degli insegnanti. Oggi la Mathesis Abruzzo aderisce alla Federazione Mathesis, più autonoma nello gestire cooperazioni per attività ricreative e sociali. Vicine alla Mathesis sono altre due realtà: l’Apav, Accademia Piceno Aprutina dei Velati, specialista in corsi di formazione in qualsiasi materia, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e attiva nella pubblicazione di riviste, e l’associazione DiDEE specializzata in balli internazionali. Proprio la collaborazione tra il professor Maturo, rappresentante dell’Università, e il mondo dell’associazionismo ha decretato il successo dei rapporti internazionali.

La seconda protagonista è Anna Vaccarella, già insegnante di Letteratura Italiana, ideatrice e realizzatrice del progetto che ha portato alla fondazione nel 2005 dell’associazione di promozione sociale Camminando Insieme di Chieti , di cui è stata presidente fino al 2017.

 

Anna Vaccarella past president dell’associazione Camminando Insieme

Insieme alla promotrice della Rete della Nuova Età Fabiola Nucci, ha ideato un laboratorio di Lettura in Cammino per gli over 65 iniziato nel Centro di Chieti Solidale con il titolo Il mio amico libro – incontri di lettura partecipata e condivisa di un romanzo. Attualmente gli incontri con il gruppo di lettura si tengono sia nella sede di Camminando Insieme che in quella di Chieti Solidale: le anime delle parti diverse della città si incontrano per ritrovare le emozioni comuni nell’esperienza della lettura ad alta voce. Sono già quattro i laboratori realizzati, seguiti dalla restituzioni agli autori delle emozioni emerse durante la lettura . Il quinto laboratorio avrà la sua conclusione nella restituzione di venerdì 7 febbraio prossimo.

Nell’ambito delle relazioni internazionali nel 2012 due professori di Iaşi in Scienze Sociali hanno soggiornato a Chieti per due mesi. Ne è nato un primo Convegno internazionale congiunto, tenutosi proprio nella città rumena, tra l’Università di Chieti-Pescara e quella di Iaşi. Dopo il convegno l’Università di Iaşi ha stampato un libro con una serie di articoli sugli argomenti trattati in quella sede: è stato il primo di una serie. “L’idea di riunirci periodicamente ci è piaciuta e abbiamo pensato a un secondo convegno dopo due anni a Chieti”, spiega il professore.

Con Antonio Maturo, questa volta rappresentante dei rapporti internazionali all’interno del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università Chieti–Pescara, il secondo Convegno internazionale si è tenuto nel 2014 con la partecipazione di Romania, Spagna, Repubblica Ceca e Italia che ha partecipato anche con le Università di Benevento e Napoli.

Il professor Maturo in costume tradizionale

In questa occasione il professore ha pensato a una collaborazione con l’associazione Camminando Insieme, ancora presieduta da Anna Vaccarella. Inoltre, si è messo in contatto con gli editori di Springer, la catena editoriale più importante al mondo per quanto riguarda i libri universitari, diretta dal presidente dell’Accademia delle Scienze della Polonia. Quindi dal convegno dell’Università di Chieti dal titolo “Recenti sviluppi sulle Scienze Sociali” è nato il primo libro Springer con gli articoli degli argomenti trattati, che valgono anche per i concorsi universitari.

Il Convegno internazionale che è seguito si è tenuto eccezionalmente nel 2015 nella Repubblica Ceca, nella città di Brno. Anche in questa occasione ha partecipato tutto il gruppo di Camminando Insieme che ha avuto una vetrina importante con i suoi balli e canti tradizionali. Anche questa volta è stato realizzato il secondo libro Springer con articoli degli argomenti discussi durante il convegno.

 

Nel 2016 è stato organizzato il terzo Convegno internazionale con un titolo nuovo: “Scienze Sociali tra tradizione e innovazione”, ancora una volta in Romania, ma nella Università della città di Reşița. Di nuovo ha partecipato l’associazione Camminando Insieme arrivata con il pullman. La presidente Anna Vaccarella è intervenuta con una relazione dal titolo “Riscoprire l’identità del Quartiere dormitorio attraverso le tradizioni, le esperienze e le scelte dell’Associazione Camminando Insieme”.

Il quarto Convegno internazionale incentrato sui Social Work (Servizi Sociali) si è tenuto nel 2017 all’Università di Siviglia, nel sud della Spagna. È stato quindi scritto il terzo libro Springer. Per la prima volta l’associazione Camminando Insieme non ha partecipato.

Anna Vaccarella, Fabiola Nucci e Rosalia Pedone sul Danubio, gita organizzata dall’Università di Reşita per conoscere il territorio e le tradizioni di alcuni paesi

Nel 2018 si è tenuto il quinto Convegno internazionale di nuovo a Iaşi.

La sociologa Fabiola Nucci, responsabile della Rete delle Associazioni di Chieti Solidale Srl, tra cui anche alcune legate al mondo dell’Università

Durante i lavori Anna Vaccarella, ormai semplice socia di Camminando Insieme, ha presentato la sua relazione dal titolo “We can still be young” presentando il laboratorio Il mio amico libro rivolto agli over 65 tenuto nel Centro di Chieti Solidale.

Nello stesso anno Fabiola Nucci, promotrice del progetto della Rete della Nuova Età presso Chieti Solidale Srl, interviene con la relazione: “Chieti Solidale. A network for young and old”.

 

 

Anna Vaccarella e Rosalia Pedone di Camminando Insieme

 

 

Nel 2019 il Convegno internazionale, con il titolo “Istruzione e formazione professionale per l’integrazione dei valori nazionali in un contesto europeo”, si è tenuto per la seconda volta a Reşița. Hanno partecipato la sociologa Fabiola Nucci, responsabile di alcuni servizi di Chieti Solidale Srl, con una relazione dal titolo “Riflessioni di un adolescente “fragile”. Il ruolo dei centri di aggregazione giovanile nel ridurre la dispersione scolastica”, e le socie di Camminando Insieme Anna Vaccarella, con la relazione “De la motivaţie la o metodă de studiu”, e la ex insegnante Rosalia Pedone con una relazione sull’educazione emotiva. Il Convegno è stato itinerante:  le comunità dei paesi accoglievano i congressisti mostrando i loro metodi didattico-educativi e le  tradizionali locali.

 

Quindi il nostro articolo edito da Springer si inserisce all’interno delle relazioni internazionali e dei Convegni internazionali.

Il laureando in Lettere Mario Perrucci

È frutto dell’incontro tra diverse competenze e professionalità grazie ai progetti realizzati da Chieti Solidale nel Villaggio Celdit, La Rete della Nuova Età e La Rete per il Villaggio che ha riunito anche associazioni vicine al mondo dell’Università, tra le quali è iscritto il laureando Mario Perrucci.

Sono quei servizi che Chieti Solidale Srl sta trasformando in veri e propri progetti di sviluppo.

 

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