Le Sferruzzanti del Villaggio Celdit tessono una rete di valori nella città di Chieti

Le Sferruzzanti del Villaggio Celdit si spostano con il loro laboratorio da una parte all’altra della città tessendo una nuova rete di relazioni tra commercianti, strutture dedicate agli anziani, centri che accolgono bambini e ragazzi. In questa rete di fili intrecciati, il ricamo è il legame autentico tra le sferruzzanti che sentono come valore lo stare insieme per scambiarsi conoscenze e ricordi, una riattivazione della memoria personale e collettiva che fa da esempio all’interno di un tessuto sociale cittadino sfilacciato dai ritmi della contemporaneità che ostacolano l’affettività. Un disegno pregiato portatore di novità, guidato da Chieti Solidale Srl.

L’ultimo incontro le sferruzzanti lo hanno avuto presso la merceria di Chieti Scalo Mavi, accolte dalla titolare Stefania con cioccolatini e caffè. Durante lo sferruzzamento una partecipante ha letto le preghiere lasciatele dalla sua mamma che le sussurrava fin da bambina.

Nell’incontro della settimana precedente invece il laboratorio è entrato nella Residenza per la Terza Età Nonna Anna di Chieti, una dimora padronale del ‘900.

Residenza Nonna Anna

Gli anziani del Centro hanno ritrovato l’antica arte manuale tanto in voga negli anni passati. I responsabili di Nonna Anna hanno ringraziato le Sferruzzanti con entusiasmo “per aver portato anche da noi il loro meraviglioso mondo”: “Siamo qui a pigliare il gomitolo e la matassa di queste umane faccende… Da quel capo del filo appeso alle nuvole “.

Le Sferruzzanti e Fabiola Nucci al Bar Sociale di Ina Casa

Particolarmente emozionante è stato per le Sferruzzanti l’altro incontro, quello presso il Bar Sociale di Ina Casa, all’interno del Centro Sociale di Chieti Scalo, in via Pescasseroli: il quartiere gemello del Villaggio, sorto lì a un passo per accogliere con le sue case popolari i nuovi operai delle fabbriche che via via andavano aprendosi in Val Pescara. Per gli abitanti del Villaggio Celdit era il quartiere dei “forestieri”. Nato dopo, intorno al 1959, ospitava infatti gli operai da tutta l’Italia – molti erano i calabresi e i siciliani -, e “proprio in questo bar venivano consegnate le chiavi delle nuove case”, ricorda la gestrice Sabrina De Marco. Il quartiere operaio fu un vero e proprio esperimento urbanistico, non un quartiere dormitorio ma pensato per il benessere degli operai, con servizi, giardini e campi.

Il senso di appartenenza al quartiere era lo stesso che al Villaggio: porte aperte e inquilini che entravano e uscivano liberamente tra gli appartamenti. Esisteva addirittura un’identità di palazzo, pieno di bambini al punto da poter formare squadre di calcio complete che si sfidavano nelle partite. E come nel Villaggio, oggi i residenti più numerosi sono gli studenti universitari.

Rosalba sferruzza e racconta: “sono arrivata al quartiere Ina Casa quando avevo 7 anni. Nel ’60 fu istituito dal Comune di Chieti un Centro Sociale a causa della presenza di tanti bambini. Ricordo l’assistente sociale “signorina Rosa” che teneva i corsi serali CRACIS riconosciuti dalla Regione. Ho frequentato 3 anni la sera per il diploma di scuola Media, venivano a insegnare anche i professori della scuola Mezzanotte. Ricordo ancora le partite di pallavolo, il campetto, tre campi da bocce in cui si disputavano i tornei nazionali, il campo da calcio, il Teatro gestito da una cooperativa di Chieti che organizzava anche viaggi, l’Anffas Centro pensionati. Questo edificio del Centro Sociale ha ospitato le scuole Ortiz, questo bar corrispondeva alla sala professori”.

Rosalba ricorda ancora i tempi in cui si preparava in casa la salsa di pomodoro, o meglio negli scantinati, “e ci si aiutava tutti. Poi la salsa veniva cotta nello sterrato situato dietro le case. La mia nonna col carrettino vendeva ceci, fave, semi e carrube, soprattutto durante le partite sportive. Qui c’erano tutti piccoli negozi e c’era anche il contadino che passava con la carretta a vendere i suoi prodotti. Ogni tanto passavano l’ombrellaio e l’arrotino”.

Il sorriso di Rosalba

E durante gli sferruzzamenti al Bar Sociale inizia a prendere forma un altro progetto: i titoli dei film di Federico Fellini per la imminente mostra dedicata al grande regista riminese.

Titolo di un film di Federico Fellini all’uncinetto

Il prossimo appuntamento del laboratorio delle Sferruzzanti è fissato per mercoledì 19 febbraio, ore 15.30, presso la Ludoteca di via Amiterno, gestito da Chieti Solidale Srl, responsabile la sociologa Fabiola Nucci, insieme a quella di via Masci.

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