Lettera aperta al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Ugo Iezzi: “ci aiuti ad aprire il Museo della Carta, della Stampa e della Memoria Collettiva”

Il Museo della Carta, della Stampa e della Memoria Collettiva è un grande progetto che mette insieme il mondo della cultura e quello dell’impresa. È il sogno inseguito da un po’ di tempo da Ugo Iezzi presidente del Centro Studi “Domenico Spezioli”.

Editoriale

Un museo è un luogo di cultura, incontro di risorse storico-artistiche, umane, tecniche e finanziarie. Invece che cos’è un museo d’impresa ci aiuta a capirlo il professore in Economia Ludovico Solima: il museo d’impresa talvolta rappresenta la naturale evoluzione di un archivio d’impresa che raccoglie materiali e documentazione interne, svolgendo anche la funzione di un vero e proprio centro di documentazione aziendale, ovvero di una collezione d’impresa che comprende oggetti di varia natura senza rispondere però a criteri scientifici o di tipo museografico. Questi oggetti sono capaci di migliorare la comprensione del contesto, economico, tecnologico e sociale nel quale l’impresa opera o operava e il ruolo che essa ha avuto come agente di cambiamento sociale.

La collezioni d’impresa offre al visitatore la possibilità di contestualizzare più facilmente le diverse epoche storiche di riferimento identificando i legami tra gli oggetti esposti e gli eventi di cui ha una diretta conoscenza. Può avere anche finalità didattiche.

Il museo d’impresa trova la sua origine sotto forma di museo industriale e artistico. Esempi noti sono il Regio Museo Industriale di Torino e il Museo artistico industriale di Napoli sorto nel 1879 per iniziativa di Gaetano Filangieri con lo scopo di contribuire al “risorgimento” delle produzioni artistiche partenopee ponendosi come centro di accumulo e diffusione della tradizione artistica del territorio locale.

Il museo d’impresa ha anche un obiettivo sociale quando esprime un forte radicamento territoriale e intesse relazioni costanti con il proprio ambito sociale di riferimento. Esprime un forte legame con il territorio soprattutto se la manodopera impiegata nei processi produttivi aziendali è o è stata di origine locale. Il senso di appartenenza può riverberarsi anche sullo sviluppo delle collezioni del museo in quanto i dipendenti in pensione possono decidere di donare al museo materiali aziendali in loro possesso, come fotografie e vecchie brochure. Per l’altro verso non meno rilevanti possono risultare le ricadute sul territorio di appartenenza sotto il profilo culturale in tutti i casi in cui il museo realizzi eventi e attività come mostre, seminari e conferenze destinati essenzialmente ai cittadini residenti.

Non meno rilevante è il fatto che la presenza in zona Villaggio Celdit di un museo d’impresa dedicato alla carta potrebbe favorire un nuovo polo artigianale della carta, con piccole botteghe di prossimità specializzate nella lavorazione creativa o nella rivendita di oggetti di carta. Infatti, le stesse collezioni museali potrebbero rappresentare fonti di ispirazione per designer e creativi che avrebbero la base su cui ragionare al fine di arrivare a incentivare nuove creazioni d’impresa. In questo modo potrebbe essere conservato nel tempo quel senso identitario scosso dalla chiusura della Cartiera, oltre la conservazione della memoria del lavoro dell’industria mediante studi e ricerche delle tracce materiali della produzione conferendo loro dignità documentale e valore patrimoniale.

Ugo Iezzi

 

Per sensibilizzare il Ministro ai Beni e Attività Culturali Dario Franceschini sull’argomento, Ugo Iezzi scrive una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

 

On. Dario FRANCESCHINI Ministro dei Beni e delle Attività Culturali

OGGETTO: Progetto di Museo della Carta, della Stampa e della Memoria Collettiva – CELDIT MUSEUM di Chieti. Richiesta di patrocinio e contributo.

Nella mia qualità di presidente del Centro Studi “Domenico Spezioli” di Chieti, che opera dal 1986 in attività di interesse culturale e sociale nel settore della tradizione e della comunicazione (eventi, periodico, almanacco “Lu Lunarije” in dialetto abruzzese, pubblicazioni varie), faccio istanza al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) per ottenere il patrocinio ministeriale con adeguato contributo, se previsto da norme di legge in materia, per costituire nel capoluogo teatino il CELDIT MUSEUM, ovvero il Museo delle Carta, della Stampa e della Memoria Collettiva, per documentare l’attività industriale e sociale della Cartiera Burgo-Marchi, già “Cellulosa d’Italia” (CELDIT).

L’iniziativa vuol avere la possibilità di tramandare alle nuove generazioni e alle genti d’Abruzzo la storia dello stabilimento “Cellulosa d’Italia”, fondato nel 1938 dai fratelli Ottorino e Umberto Pomilio, di Chieti, ingegneri e imprenditori che sulla base di un loro brevetto hanno consentito la produzione di carta ricavando la cellulosa, con un particolare processo chimico dalla paglia di grano. Uno dei primi impianti di “economia circolare”.

Lo stabilimento, poi divenuto Cartiera, con tre macchine continue e un reparto di pregiata carta patinata, ha raggiunto traguardi internazionali e ha attraversato varie vicende, con passaggi di proprietà fino all’acquisizione da parte del Gruppo Burgo-Marchi, che nel 2008 ha deciso di chiudere la fabbrica, licenziando circa 300 lavoratori, decidendone anche l’immediato abbattimento, senza alcuna testimonianza significativa dello stabilimento demolito.

Un progetto denominato “In.Te” (Innovazione e Tecnologia), che avrebbe dovuto riassorbire i lavoratori licenziati e creare altra nuova occupazione, non ha avuto seguito per mancanza di adeguati finanziamenti.

Di qui l’idea avanzata dal Centro Studi “Domenico Spezioli” con l’allestimento di una mostra fotografica, inaugurata al Villaggio Celdit, nei locali di Chieti Solidale, e poi nella Bottega d’Arte della Camera di Commercio di Chieti dal già segretario generale della UIL Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi di Roma, che ha avuto larga eco e risonanza nell’opinione pubblica cittadina che ha plaudito all’iniziativa, sollecitando l’avvio delle necessarie procedure.

Il Centro Studi “Domenico Spezioli” che sta elaborando l’apertura di un sito web sul Celdit Museum e che ha fatto sottoscrivere un Protocollo d’Intesa da parte di Istituzioni, Enti, Sindacati, Associazioni, e Scuole cittadine, tra cui il Liceo Classico (che ha organizzato una mostra sul lavoro e sulla Celdit con materiale fornito dal nostro Centro Studi), si rivolge, pertanto a Codesto Ministero e con particolare riguardo al Ministro Dario Franceschini, affinché l’iniziativa trovi al più presto possibilità di realizzazione, con fiducia che da parte degli organismi competenti si possa ottenere un adeguato sostegno anche economico.

Disponibili a fornire più dettagliate informazioni relative al progetto, allego copia de “La Gazzetta di Chieti” con inserto sul Celdit Museum, e, nel ringraziare per quanto verrà favorevolmente deciso, porgo cordiali saluti.

Il Presidente del Centro Studi Spezioli

Ugo Iezzi

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