Giornata Internazionale della Donna. L’omaggio del Villaggio Celdit alle cartierine

Era tutto pronto al Centro Polifunzionale gestito da Chieti Solidale, nel Villaggio Celdit di Cheti Scalo, per la Giornata Internazionale della Donna. La mostra fotografica “La Celdit nel cuore del nostro Villaggio” organizzata dal Centro “Domenico Spezioli”, con l’angolo delle Sferruzzanti del Villaggio, era stata riallestita dopo essere stata spostata a novembre scorso presso la Bottega d’arte della Camera di Commercio Chieti – Pescara in Corso Marrucino a Chieti. Anche la Mostra documentaria allestita a dicembre 2019 nello spazio espositivo del Liceo Classico G. B. Vico della città, e gentilmente concessa, dal titolo “Il grande sogno. Lo sviluppo industriale a Chieti dai primi insediamenti al declino“, allestita dietro la supervisione dello storico dell’economia del Mezzogiorno Marcello Benegiamo e seguita dal professore Francesco Baldassarre che ha guidato i ragazzi delle classi Quarte nel lavoro di ricerca in Archivio, era stata posizionata insieme all’altra. Il sito celditmuseum.it, curato dal webmaster Ugo Ardini e ideato dal presidente del Centro Spezioli, Ugo Iezzi, per rafforzare la richiesta di apertura di un Museo della Carta, della Stampa e della Memoria collettiva, era pronto per essere presentato. Alcune donne che lavoravano alla Cartiera erano state invitate e avevano dato la loro disponibilità a intervenire durante l’inaugurazione della Mostra per raccontare le loro storie.

Le cartierine festeggiano in fabbrica una collega durante la pausa

Ma poi le disposizioni ministeriali per contrastare la diffusione del Coronavirus hanno costretto gli organizzatori a rinviare tutto a data da destinarsi. Virtualmente, però, il Villaggio Celdit dedica la Giornata Internazionale della Donna che si festeggia domani 8 marzo, a loro, alle cartierine, le donne che grazie al lavoro in fabbrica avevano conosciuto in tempi abbastanza precoci l’emancipazione, l’indipendenza economica che le aveva riscattate dai padri e dai mariti.

Sarebbe stata un’occasione per ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per parlare di discriminazioni e violenze. La Giornata nacque infatti, tra il 1908 e il 1909, dopo importanti manifestazioni in favore del diritto al voto delle donne alle quali si unirono presto altre rivendicazioni dei diritti femminili, l’aumento del salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Il 25 marzo del 1911 cadde la goccia che fece traboccare il vaso: nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori, per lo più donne immigrate, persero la vita. Questo è probabilmente l’episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. Da quel momento in avanti le manifestazioni delle donne si moltiplicarono. In molti Paesi europei nacquero giornate dedicate alle donne. La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando in quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra. A questo evento si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia. In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 accompagnata da alcune rivendicazioni sociali. L’8 marzo del 1946, per la prima volta tutta l’Italia ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la mimosa, che fiorisce proprio in questo periodo, come simbolo della ricorrenza. Negli anni successivi la Giornata è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili e di difesa delle conquiste delle donne.

La cartierina Iole Tavoletta

La Cartiera è conosciuta anche come “La fabbrica di papà” perché nel momento in cui si formò la comunità del Villaggio Celdit, negli anni Cinquanta, erano molti i figli che avevano lì il proprio padre a lavorare. Ma nel giorno della Giornata Internazionale della Donna la potremmo chiamare “la fabbrica-mamma” perché dava di che mangiare e si prendeva cura degli operai e delle famiglie prevedendo alloggi e spazi ricreativi di benessere, proprio come avrebbe fatto una mamma.

Nel 1985 lo stabilimento Celdit era strutturato in 5 aree produttive. L’Area 2, Allestimento e confezione, aveva personale soprattutto femminile. In questa stessa area ha lavorato per 35 anni, dal 1960 al 1995, la cartierina Iole Tavoletta. L’operaia in pensione ricorda il rapporto di amicizia che si era instaurato tra le cartierine e le numerose gite che si concedevano.

Iole Tavoletta con la camicia rossa, in mezzo alle altre cartierine

Erano pronte anche le rose-coccarda realizzate dalle Sferruzzanti del Villaggio da regalare alle cartierine e a tutte le donne che avrebbero partecipato all’inaugurazione della Mostra. Queste bellissime rose bianche all’uncinetto saranno regalate a tutte le donne che parteciperanno al prossimo appuntamento, non appena la situazione lo consentirà.

 

Le notizie sulla precedente mostra possono essere reperite al seguente link https://www.laperiferia.chieti.it/2020/01/16/torna-la-mostra-sulla-cartiera-celdit-nei-locali-di-chieti-solidale-in-piazza-san-pio-x/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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