Le comunità al centro: la sfida operativa dell’ambito distrettuale Chieti – Casalincontrada. Costituita la Comunità di Progetto TerrAccogliente

Ripartire dalle forme aggregative della società contemporanea è l’azione che sta alla base dell’obiettivo dell’ultimo Piano distrettuale ambito n. 8 degli Assessorati alle Politiche sociali del Comune di Chieti e di Casalincontrada. Nato con l’obiettivo di promuovere percorsi partecipativi di costruzione culturale, il Piano ha affidato a Chieti Solidale il Centro aggregativo polifunzionale del Villaggio Celdit a Chieti Scalo con l’obiettivo di offrire alla città uno “spazio multifunzionale, anche come laboratorio inclusivo, aggregativo e di partecipazione condivisa”.

Editoriale

Casalincontrada, invece, è posizionata in un’area prevalentemente rurale, a meno di mezzora di distanza, e si pone con Chieti Scalo in un asse che solo apparentemente rientra nella classica contrapposizione campagna/città, collina/pianura, tradizione/contemporaneità. In realtà i pieni e i vuoti accomunano ormai paesaggi differenti e il Villaggio Celdit è stato per qualche decennio un vuoto dentro la città di Chieti. Le due aree presentano perciò alcune problematicità molto simili, a iniziare dall’abbandono del patrimonio edilizio che ha portato a un progressivo spopolamento, mitigato al Villaggio Celdit dalla vicinanza dell’Università e di tutti gli altri servizi essenziali. A determinare i nuovi assetti socio-demografici delle due diverse aree non sono state solamente, da una parte la crisi produttiva delle grandi industrie della vallata e dall’altra la meccanizzazione del lavoro agricolo, che hanno costretto i residenti a emigrare, ma anche una crisi del sistema valoriale che ne è conseguita.

Lo squilibrio nell’erogazione dei servizi ha indotto gli abitanti del centro periferico rurale a spostarsi verso la città, anche se in alcuni casi è prevalsa la considerazione di alcuni vantaggi che rappresentano oggi elementi attrattivi, germi del riabitare, come la qualità paesaggistico-ambientale e i costi del mercato immobiliare più accessibili.  Accade quindi di scegliere di rimanere o ritornare nell’area rurale per riscoprire un legame con la propria terra di origine o per sviluppare nuovi progetti. Accade anche a volte che l’abitante della città scelga di abitare nel piccolo centro per allontanarsi dal caos dell’area urbana rimanendo ugualmente vicino ai servizi essenziali.

Nasce in questo contesto di criticità e potenzialità la Comunità di Progetto “TerrAccogliente” che parteciperà al bando del Gal Maiella Verde. L’incontro di costituzione si è tenuto giovedì 27 febbraio a Roccamontepiano, presso il Museo Lisio. A essere coinvolta è una vasta area collinare, una terra di mezzo tra la montagna e la pianura/mare che, come le altre d’Italia, si sta spopolando. Il suo patrimonio edilizio è sottoutilizzato o abbandonato, gli edifici residenziali e produttivi, compreso rimesse rurali e laboratori artigianali, sono stati trasformati nel tempo dall’uomo e oggi spesso non vengono manutenuti. Circostanza che nell’area in oggetto è ancora più emergente per l’abbandono delle tradizionali case rurali in terra cruda, considerate nel tempo prodotti della povertà ma che marcavano fortemente i modi dello stare insieme nella solidarietà. In questo quadro di fragilità, il Progetto vuole creare una opportunità per guardare da vicino i singoli casi, le storie delle persone, le esperienze vissute per provare a ridare una significazione ai luoghi partendo dai vissuti locali, dalle microstorie territoriali, dal quotidiano, dalla memoria, dall’identità territoriale e rileggere tutto ciò in chiave turistica. Una nuova narrazione dei luoghi che anche Chieti Solidale Srl, al Villaggio Celdit, persegue.

Non mancano nell’area geografica del progetto TerrAccogliente iniziative innovative isolate, nuove economie, ripensamenti del rapporto uomo-natura, forme spontanee di aggregazione, si pensi per esempio ai rituali legati alle Farchie di Fara Filiorum Petri o alla festa dei Banderesi di Bucchianico. Soggetti che si uniscono in relazioni sinergiche di scambio-aiuto dalle consuetudini antiche e che ricreano una sorta di cittadinanza attiva, ma che mancano di un obiettivo comune, di coordinazione e, soprattutto, di consapevolezza.

Serve, quindi, una visione condivisa, un elemento aggregante che crei un’alleanza tra le parti sociali, culturali ed economiche, un soggetto autorevole riconosciuto da tutti. Per fare questo i sindaci dei paesi aderenti al progetto hanno incaricato l’associazione Terrae onlus di Casalincontrada.

Gli attori della Comunità di progetto a Roccamontepiano

Incontro di costituzione della Comunità di Progetto TerrAccogliente, giovedì 27 febbraio presso il Museo Lisio di Roccamontepiano.

I Comuni coinvolti sono: Bucchianico, Casalincontrada, Fara Filiorum Petri, Roccamontepiano, Vacri, San Martino sulla Marrucina, Pretoro. Alcuni di questi comuni fanno parte del progetto Parco della Terra.

Ad aprire l’incontro è stato Adamo Carulli, sindaco di Roccamontepiano: “questo progetto è un patto che unisce il territorio in un lavoro di sinergia per i visitatori, ma soprattutto per chi ci vive, agricoltori, commercianti, imprenditori che devono lavorare in sintonia con sindaci e amministratori. Vogliamo che la comunità partecipi a questo progetto che riguarda una vasta area, dalla stazione sciistica di Passo Lanciano alla Costa dei Trabocchi. L’Associazione Terrae onlus ha ricevuto mandato da parte di noi sindaci per rispondere al Bando del Gal Maiella Verde basato su progetti di cooperazione. È un cambio di rotta rispetto al campanile.

I sindaci della Comunità di Progetto presenti all’incontro di costituzione

Poi Gianfranco Conti, presidente di Terrae onlus, espone la Comunità di progetto: “è un processo completamente volontario. L’obiettivo è acquisire competenze nell’ospitalità. Un territorio si apre e prova a raccontare quello che ha ai suoi abitanti e a chi viene a visitarlo. Proveremo a creare le condizioni per recuperare la coscienza di ciò che questo territorio può offrire in una visione di territorio inclusivo. Il progetto seguirà delle linee guida per agire. Dobbiamo costruire la nostra governance e vedere come possiamo candidare questo territorio a essere accogliente. Le azioni da introdurre sono: la Carta dei servizi e dell’ospitalità da attivare all’interno della rete delle strutture ricettive; la qualità dei servizi; l’elaborazione di un progetto con linee strategiche che dovrà essere approvato dal Gal Maiella Verde; l’apertura di un portale-sito che racconti questo territorio e per fare questo abbiamo bisogno di trovare gli intermediari che ci aiutino a conoscerlo; realizzazione della rete delle botteghe per avere informazioni turistiche.

Per costruire una rete di comunità bisogna realizzare un patto di collaborazione tra gli operatori turistici e commerciali; attivare interventi di manutenzione e costruzione strade; recuperare la mobilità attraverso i Cammini e i percorsi di supporto per un turismo di prossimità; diventare anche operatori dell’offerta turistica promuovendo ad esempio le bellezze naturalistiche. Dobbiamo mettere insieme le idee in una struttura di processo democratico partecipando con il voto.

In che modo regolare il nostro stare assieme? Con i prodotti enogastronomici, i Cammini, le tradizioni, ma anche con l’architettura tradizionale, dai tholos alle case di terra cruda abbandonate. È necessario affrontare il problema del declino demografico e dell’invecchiamento della popolazione, cercare un nuovo modo di abitare e di relazionarsi.

Nell’insieme sono 15 mila gli abitanti di questa piccola comunità a ridosso dell’area metropolitana Chieti-Pescara e che si protende verso la montagna”.

Un momento dell’incontro

Sono intervenuti ancora l’architetto paesaggista Giuliano Di Menna che si preoccupa della sensibilizzazione dei giovani sul valore della tradizione; il presidente dell’associazione dei produttori di vino cotto Camillo Conti con l’esempio di come partire da un prodotto per raccontare il territorio; Antonio Corrado di abruzzoavventure.it su Cammini e tratturi; l’architetto Stefania Giardinelli sulle case di terra come marcatori di paesaggio; il presidente del Gal Maiella Verde Carlo Ricci. Erano presenti anche il direttore del Gal Maiella Verde Domenico Francomano e i sindaci degli altri Comuni del progetto, incluso quello di Casalincontrada.

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