In regime di lockdown la lettura cammina sul web. Il laboratorio della Rete della Nuova Età si adatta ai tempi

Siamo in lockdowun. In tempi di Coronavirus abbiamo dovuto fermarci, interrompere progetti, programmi, attività. Continuano a funzionare tutti i settori che garantiscono, tutelano, conservano la nostra salute che senza dubbio ha la priorità su tutto. Con le misure di contenimento adottate per contrastare l’espandersi del contagio anche il Terzo settore è stato costretto a modificare le modalità di intervento. Soprattutto gli over 65 rischiano la solitudine, che può arrivare all’isolamento se l’età è più avanzata. Per loro Chieti Solidale srl e l’associazione Camminando Insieme, due anni fa avevano messo in piedi un progetto-laboratorio nell’ambito della Rete della Nuova età e della Rete per il Villaggio, coordinate dalla sociologa Fabiola Nucci, denominato “La lettura in Cammino”, curato da Anna Vaccarella. Sono stati cinque i libri letti e le restituzioni  delle emozioni ai rispettivi autori.

Anna Vaccarella  di Camminando Insieme

Il nuovo corso avrebbe dovuto iniziare il 4 marzo con il classico incontro di lettura: i due laboratori si sarebbero fusi e tutti i partecipanti si sarebbero incontrati alternativamente nelle due sedi di Camminando Insieme e Chieti Solidale. Nel frattempo però il Centro polivalente del Villaggio Celdit, a Chieti Scalo, e l’associazione Camminando Insieme della città alta sono stati chiusi per le nuove disposizioni ministeriali, e gli organizzatori hanno cercato un’alternativa al luogo fisico: il 25 marzo scorso è iniziato il laboratorio virtuale con il nuovo nome Lettura viaggia su web.  La riconversione è stata veloce ed è ancora in itinere. Per il momento i partecipanti utilizzano le video chiamate da Whatsapp, due incontri a settimana con gruppi di quattro persone, il massimo per questa chat. La curatrice Anna Vaccarella è presente in tutte le video chiamate e si è munita di nuovi device per un collegamento più veloce ed efficiente. Si passerà poi via via alla video chiamata su una piattaforma che riesca a far incontrare l’intero gruppo sul web. Il romanzo protagonista questa volta è “La via Orientale” di Pina Allegrini, edito da Tabula Fati.

Il successo nella modalità web è andato oltre ogni aspettativa, i partecipanti hanno visto nella nuova tecnologia informatica una possibilità inaspettata per continuare a incontrarsi e vedersi, anche se solo su schermo: “la vostra energia e la vostra disponibilità sono il più potente antidepressivo in questo momento tragico dell’emergenza Coronavirus”, dice una delle partecipanti. Gli appuntamenti virtuali aiutano i lettori a scandire il ritmo della giornata stabilendo dei precisi tempi di incontro. Il collegamento, poi, diventa un motivo per curare la persona, ci si fa trovare in ordine, si cura il look.

Fabiola Nucci ha osservato che “da lontano si riesce a mantenere la relazione che si era già  instaurata. Precedentemente il fine della lettura era incontrarsi per stare insieme. Questo mezzo, lo smartphone, ha mantenuto memoria di quello che c’era prima. Il legame virtuale mantiene il legame fisico che tornerà. Abbiamo capito che questi mezzi oggi sono fondamentali per incontrarci, ne abbiamo bisogno, un bisogno molto più concreto dell’uso che si era abituati a farne, più leggero e superficiale. Come abbiamo capito il valore della lettura ad alta voce, attiva energie positive tanto da risvegliare anche la voglia di scrivere. Ogni lettore sta raccontando per iscritto le proprie impressioni e ricordi. L’esperienza è talmente positiva che stiamo pensando di allargare la platea facendo entrare gli amici dei partecipanti al laboratorio, persone cioè che hanno una relazione già solida”.

Anna Vaccarella è sorpresa di come “questa nuova modalità di incontro sta approfondendo i nostri rapporti. Il modo di comunicare è diventato più intimo, si entra nelle case di ognuno e conosciamo anche i familiari. Abbiamo riconvertito l’uso che facevamo dello smartphone, molti prima si chiudevano a riccio, ora siamo ricci che non si pungono perché abbiamo trovato il giusto spazio tra una cura e l’altra. Vedo grandi trasformazioni tra i lettori. L’affetto circola allo stesso modo, ritrovo il feeling, l’emozione. Quando potremo tornare a incontrarci fisicamente saremo agevolati da questa esperienza nel sentirci ancora più vicini”.

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