La Veronese: una lunga storia d’amore espressa con l’arte pasticcera

C’è un filo invisibile che lega la pasticceria Veronese e Chieti Scalo dove il punto dolce è conosciuto semplicemente come “La Veronese”. In questo momento di chiusura forzata a causa delle misure restrittive per combattere la pandemia, la mancanza è reciproca. Andare alle Poste di via Pescara e vederla lì di fronte, chiusa e con le luci spente mette tristezza. Perché entrarci significava immergersi in un mondo morbido e fiabesco, dove la dolcezza invadeva tutti i sensi. Era lì che ci si dava appuntamento quando un amico tornava da fuori o qualcuno passava per conoscere la tua terra: eri certo di far conoscere un posto che sarebbe entrato nei ricordi. Era lì che si andava a prendere la torta per un anniversario, forma e gusto non deludevano mai. E vogliamo parlare delle colazioni con i maritozzi alla panna che rendevano le giornate felici?

Dietro tutto questo non c’è solo l’esperienza di 50 anni di attività, c’è una lunga storia d’amore con la meravigliosa arte della pasticceria.

Il 10 marzo scorso compariva un annuncio sulla pagina Facebook dell’attività: “Il nostro laboratorio di pasticceria è come una seconda casa. Rispettiamo il DPM, ordinate e ritirate in negozio. Il 12 marzo la resa: “Ci mancherete – #iorestoacasa. Andrà tutto bene“. A una distanza da Pasqua troppo breve per fermare tutta la filiera, la pasticceria ha dovuto attuare la misura più dolorosa: la chiusura nel periodo dell’anno in cui si lavora di più. La materia prima era già stata ordinata, la lavorazione iniziata, e allora, almeno per le colombe, è stato deciso di fare le consegne a casa.

La storia di questa pasticceria è racchiusa nella frase scelta per festeggiare i 50 anni di attività, compiuti lo scorso anno: “L’arte di preparare dolci è molto più che saper eseguire ricette alla perfezione: è un vero e proprio gesto d’amore“.  Il 3 giugno 1969 la pasticceria Veronese apriva in v.le Benedetto Croce, a Chieti Scalo. Tutto ebbe inizio dall’incontro di Assunta e Gianni. Lei pasticcera originaria di Pescara, lui pasticcere rinomato di Verona e grande amante dello sport, soprattutto del ciclismo. Fu proprio la passione in comune per i dolci a far conoscere e innamorare Gianni e Assunta e dal loro matrimonio nacquero “Le tre sorelle Veronese”: Marinella, Paola e Patrizia.

Giovanni Grilli

Il loro negozio era lungo e stretto, con lavorazione a vista. Nel 1975 spostarono l’attività in Via Pescara dove non c’era altro che campagna. Purtroppo nel 1980 Assunta si ammalò e si spense lasciando il marito Gianni solo con le tre ragazze che si rimboccarono le maniche e continuarono il lavoro dei genitori. Intanto Giovanni Grilli, originario di Chieti, era entrato a far parte del team della pasticceria e qui incontrò la donna della sua vita, Marinella.

Nel 1990 Giovanni e le tre sorelle Veronese decisero di dare una loro impronta all’attività rinnovando il locale e conferendogli un aspetto moderno ed elegante. Ma anche inserendo la ristorazione veloce, la cioccolateria e l’alta pasticceria moderna. Semifreddi, sculture di cioccolato, ciambelle glassate al cioccolato, colazione con i cornetti colorati, torcion al pistacchio, cioccolato e lamponi, e tanto altro.

Il Gambero Rosso ha inserito la pasticceria Veronese nella Guida 2020: “Indirizzo storico che si distingue per tanti motivi: professionalità, accoglienza impeccabile e grande cortesia. A tutto questo va aggiunto che l’offerta copre tutto l’arco della giornata. Dal laboratorio vicino, si sfornano tante delizie dolci, croissant, danesi, maritozzi, fagottini e krapfen (anche prodotti per vegani e senza lattosio) per espressi aromatici e cremosi cappuccini; per il pranzo gustosi stuzzichini salati e una buona scelta di piatti caldi. A Pasqua e Natale, dalle uova ai panettoni, interessanti prodotti artigianali da provare. Servizio cordiale. Un’ultima annotazione: il locale è fresco del raggiungimento di 50 anni d

Marinella con Francesca e Federica

i attività, davvero un bel traguardo”.

La pasticceria continua la sua attività anche con la nuova generazione, le figlie di Marinella e Gianni.

E noi continuiamo a pensare a loro aspettando con impazienza il giorno della riapertura per tornare a deliziarci con una colazione “cappuccino e maritozzo alla panna”, robe dell’altro mondo.

 

Condividilo!

Informazioni su ANNA CRISANTE

ANNA CRISANTE

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi richiesti sono contrassegnati *