Gli operatori del “Centro diurno per adolescenti” osservano le emozioni dei ragazzi nel lockdown e realizzano un video per ringraziarli

“Adolescenti con pantofole rotte …” di Elda Mammarella e Gioanna Romano

Elda

Il Centro ragazzi 2000 è un posto che ragazzi della fascia della scuola secondaria di primo e secondo grado frequentano abitualmente per essere sostenuti nello svolgimento dei compiti quotidiani e per recuperare lacune, ove ce ne fosse bisogno; offriamo sostegno e potenziamento all’attività didattica. Protagonisti del nostro Centro non sono ovviamente i libri di testo, le espressioni algebriche, l’analisi logica e via dicendo…. I protagonisti sono i ragazzi nella loro individualità e questo fa sì che ci si ritrovi in un luogo di scambio relazionale, di socializzazione, di partecipazione.  Avvengono nuovi incontri, che talvolta sfociano in nuove amicizie, nascono simpatie ed anche antipatie, in ogni modo, ci si arricchisce: non solo i ragazzi ma anche noi operatori, in uno scambio di vita e di crescita reciproca. C’è da dire che stare a contatto con gli adolescenti ti fa stare sempre “al passo”, noi operatori siamo informati sul genere musicale più in voga…AVETE SENTITO PARLARE DI TRAP? oppure delle applicazioni da scaricare… conosciamo il loro mondo.

Con l’inizio della Pandemia, che ha colto tutti di sorpresa, noi operatori abbiamo avuto l’opportunità di continuare a lavorare in smart working. Il nostro primo impegno è stato quello di chiederci come fare per restare vicini ai nostri ragazzi e, trattandosi di adolescenti, si capisce bene che la cosa non sia stata affatto semplice.

Sì, perché l’adolescenza è già di per sé un periodo complesso, figuriamoci in una situazione surreale come questa! Ci è stato imposto l’isolamento sociale per cui è forte il pericolo che ragazzi già a rischio si chiudano ulteriormente nelle loro stanze più profonde o che quelli con tendenza al gioco si perdano nel web. L’isolamento sociale può provocare disgregazione delle relazioni e, se non ben gestito, anche dell’individuo. Questo è proprio quello che abbiamo voluto evitare: abbiamo cercato un modo alternativo per esser vicini ai ragazzi, la creazione di un gruppo Whatsapp, un luogo virtuale di scambio e comunicazione in cui tutti i ragazzi e noi potessimo ritrovarci.

È stato non facile coinvolgerli e inizialmente abbiamo vissuto un senso di impotenza, ogni tentativo di proporre un’idea, un argomento coinvolgente sembrava vano, e questo perché ci siamo imbattuti nelle loro emozioni predominanti: la solitudine, la noia, la frustrazione, l’insicurezza, la tristezza, la rabbia. I nostri ragazzi si sono ritrovati in un ciclone di emozioni contrastanti, talvolta ingovernabili e confuse.

Imprigionati nelle mura domestiche, con le pantofole rotte … hanno consumato pantofole che prima indossavano, se tutto andava bene, per un’ora o poco più al giorno, perché questa situazione di isolamento è dura per tutti ma ancor di più per gli adolescenti perché l’adolescenza è esplorazione innanzitutto.

Gioanna

A loro manca la realtà di tutti i giorni, il rapporto con i compagni di classe, le feste di compleanno, le grandi e piccole sfide quotidiane, le gare sportive, anche le interrogazioni, l’esame per la patente di guida che un nostro ragazzo era particolarmente ansioso e allo stesso tempo felice di affrontare. Il Coronavirus ha portato via loro momenti di vita irripetibili, gite scolastiche, i 100 giorni all’esame …

Nel gruppo Whatsapp noi operatori ci siamo posti in ascolto soprattutto cercando di dar voce alle loro emozioni affinché le riconoscessero e accettassero per poterle gestire meglio. Alcuni di loro si sono aperti descrivendo il loro malessere, chi ci ha confidato di sentire la mancanza della fidanzatina, chi ci ha chiesto quando sarebbe stato riaperto il Centro, esprimendo un forte desiderio di ritorno alla normalità e cercando in noi sicurezza, quella sicurezza che è venuta a mancare per tutti.

Abbiamo lasciato spazio libero a idee e proposte spronandoli ad essere creativi e propositivi, a utilizzare il loro tempo in attività da poter fare a casa a dedicarsi ad hobbies prima trascurati e a scoprire interessi nuovi. Con il materiale raccolto abbiamo dato vita ad un video pubblicato sulla pagina Facebook “Animazione in rete”, per raccontarci e restituire ai ragazzi un dono e un ringraziamento per averci fatto entrare nel loro mondo, per averci aperto il loro cuore.

Con le pantofole rotte e con una buona dose di positività e adattamento continuiamo a incontrarci nella nostra piazza virtuale aspettando di tornare alla nostra tanto amata normalità.

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Cheti Solidale Srl gestisce in virtù  del Piano distrettuale ambito n.8 Chieti-Casalincontrada, Assessorato alle Politiche Sociali, il Centro diurno per adolescenti in piazza San Pio X a Chieti Scalo, conosciuto come Centro “RAGAZZI 2000”. Il sociologo referente del servizio è Fabiola Nucci, gli operatori/educatori sono Gioanna Romano, Elda Mammarella, Marco Masci.

Il Centro è un luogo dove gli adolescenti dai 12 ai 18 anni vengono aiutati nello studio. Attraverso una metodologia innovativa, l’apprendimento è con gli altri, insieme al gruppo dei pari, così importante per gli adolescenti. Il recupero scolastico serve fondamentalmente ad apprendere un metodo. Si propone lo studio in una veste nuova, sperimentando modelli cooperativi e non competitivi. Molta attenzione viene posta ad attività extra per arricchire il tempo dell’affettività e creare momenti di svago e di socializzazione. L’accesso è gratuito  e può avvenire anche su segnalazione.

Il video di ringraziamento realizzato dagli operatori:

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