Dall’amore per la carta al lavoro nella comunicazione: il percorso di Alessandra De Nicola, nata e cresciuta nel Villaggio Celdit

Nascere e crescere nel quartiere della carta lascia il segno. Dall’amore per la carta spesso è nato l’amore per la scrittura, il disegno, la progettazione. Così il Villaggio Celdit ha visto fiorire giornalisti, scrittori, artisti, architetti che non si sono mai veramente allontanati dalle loro origini e continuano a gravitare intorno a questo posto che restituisce continuamente senso al loro operare.

Così è accaduto anche per Alessandra De Nicola che dopo due anni di insegnamento a Viterbo si è riavvicinata al suo quartiere. Nipote di un lavoratore della Cartiera, oggi Alessandra, quarant’anni, lavora nel campo della comunicazione, dopo una Laurea in Scienze della Comunicazione e un Dottorato di ricerca in Storia contemporanea. Prima di tornare nella sua terra è stata docente a contratto presso l’Università della Tuscia di Viterbo, ha contribuito alla realizzazione di corsi di Storia multimediale per l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Oggi si occupa di Storia del giornalismo e Digital history.

Nel 2016 per la Collana “Rubbettino Università” ha pubblicato il libro “La libertà di Stampa è tutto. Mario Borsa, cinquant’anni di giornalismo democratico”, biografia del primo direttore di testata dopo la Liberazione, “Il Corriere d’Informazione” poi diventato Corriere della Sera. Per oltre venticinque anni Borsa fu un esponente di riferimento del «Secolo» di Milano, il principale quotidiano della democrazia italiana. Uomo dalla tempra ancora risorgimentale, ebbe idee liberaldemocratiche. Nel primo dopoguerra fascista Borsa fu costretto a dimettersi, ma poté testimoniare i momenti cruciali dell’instaurazione della dittatura attraverso le colonne del «Times» di Londra, di cui divenne corrispondente da Milano. Strenuo assertore dell’indipendenza professionale, ispirò l’ultimo congresso libero della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e nel 1924 pubblicò Libertà di Stampa, pamphlet storico-politico contrario all’abolizione della libertà di espressione. Sorvegliato, diffidato, incarcerato: fu internato nel 1940 per le sue idee.  All’indomani della Liberazione, il prestigio e l’integrità mostrati nel corso della lunga carriera, ne fecero il candidato ideale alla direzione del «Corriere della Sera». Il volume della De Nicola si occupa di un protagonista del ’900 e attraverso di lui ripercorre le sfide e le delusioni del giornalismo democratico in momenti in cui i professionisti della carta stampata non furono semplici osservatori, bensì costruttori di storia politica e sociale. Il testo ha ricevuto il premio Fondazione Spadolini-Nuova Antologia.

Lo scorso anno per la Collana “I Libri di Viella, 327” ha collaborato al volume “Dal fascismo alla Repubblica: quanta continuità?” a cura di Marco De Nicolò e Enzo Fimiani con un pezzo dal titolo “L’epurazione e l’ordine professionale dei giornalisti: protagonisti, numeri, questioni”.

Attualmente coordina le attività istituzionali e di ricerca della Fondazione Brigata Maiella, insegna Sociologia e Antropologia della comunicazione presso ISIA Pescara Design, un istituto pubblico di livello universitario appartenente all’Alta formazione artistica, musicale e coreutica del MIUR, e cura l’editoria e i comunicati stampa della Fondazione Pescara Abruzzo.

“Mi piace molto quello che faccio – dice Alessandra – stare a contatto con i giovani è molto stimolante, anche se quest’anno con la didattica a distanza è stato faticoso. La sensazione che dà il contatto con la carta è insostituibile, la carta è un supporto che rimane per il futuro a testimoniare ciò che sulla rete rischia di perdersi”.

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