Il mandala con pensieri e poesie, dono dei laboratori di Chieti Solidale al reparto Covid dell’ospedale di Atessa

Sono l’unico contatto umano che rimane loro. Solo gli operatori sanitari possono avvicinarli in una solitudine che li prova più della malattia. I pazienti del reparto Covid dell’ospedale di Atessa, 60 posti letto in provincia di Chieti, rimangono ricoverati anche per tre mesi e si affidano, per un sostegno non soltanto medico, agli operatori sanitari. Che per questo si sentono investiti emotivamente in un alternarsi di mani che si toccano e di sguardi empatici che si incrociano come in uno specchio: salvami – ma io potrei essere dalla tua parte; se ti salvi tu mi salvo anch’io dal peso del senso d’impotenza. Allora si avverte forte il bisogno di portare dentro il fuori, di riempire gli spazi vuoti con il movimento e il colore. Allora ci vuole un’idea, ci vuole la poesia che con le sue parole immaginifiche, con la dolcezza e il suo ritmo musicale arrivi a risvegliare le emozioni bloccate.

Il medico Chiara Montemitro al Villaggio Celdit

E questa idea l’ha avuta un medico del reparto, la psichiatra trentenne Chiara Montemitro che vive negli Stati Uniti, ma è rimasta bloccata nella sua terra natale per il lockdown, e da aprile presta servizio come medico nel reparto per l’emergenza dell’ospedale Covid di Atessa: “la condizione più evidente è il grande isolamento sofferto dai pazienti nei lunghi mesi trascorsi nello stesso luogo – dice -. Non hanno modo di distrarsi, è difficile far arrivare anche i giornali che poi non potrebbero uscire. Ho cercato qualcosa di bello per farli riprendere un po’, ma che poi serve anche a noi. Quindi, ho pensato, cosa c’è di meglio delle poesie? Fino a oggi ne abbiamo raccolte più di 300, stampate quasi 200, plastificate in modo da poter essere sanificate e le abbiamo portate dentro. Sono arrivate, oltre che dall’Italia, da qualsiasi parte del mondo, Spagna, America, Inghilterra”.

Anche la Srl “Chieti Solidale” del Comune di Chieti ha partecipato all’iniziativa denominata “famediaria”. I suoi due laboratori “Le sferruzzanti del Villaggio Celdit” e “Lettura in cammino” promosso dall’associazione Camminando Insieme, che hanno continuato a lavorare in varie modalità durante il lockdown, hanno realizzato un mandala e allegato pensieri/poesie da inviare all’ospedale Covid di Atessa. Un altro mandala era stato precedentemente donato dalle sferruzzanti all’ospedale clinicizzato di Chieti e ora campeggia sul suo ingresso principale come messaggio di speranza, essendo il simbolo del cammino verso la guarigione.

Questo secondo mandala vuole richiamare il significato datogli da Pema Chodron: la vita di ogni persona è come un vasto cerchio senza confini. Noi stiamo nel

Il mandala sulla parete del reparto Covid di Atessa. Alcune poesie già regalate ai pazienti

centro del nostro cerchio, e tutto ciò che vediamo, udiamo e pensiamo forma il mandala della nostra vita. Sul foglio di presentazione, un messaggio: “I biglietti con le nostre frasi/pensieri, come il mandala che li racchiude, completano il desiderio di tutti noi di dare al domani una visione di speranza. Lo doniamo a tutti voi, ai vostri familiari che vi aspettano a casa, ai medici, agli infermieri, a coloro che curano l’igiene, la sanificazione e la vostra alimentazione e al personale amministrativo e di vigilanza. A tutti Voi il nostro personale pensiero.” Un gesto di solidarietà in questo tempo di pandemia che ritrova nell’umanità la consolazione alla fragilità che ci ha fatto scoprire l’interdipendenza tra gli uomini e che abbiamo bisogno gli uni degli altri.

“Lo abbiamo fatto girare anche nelle camere, tanti hanno avuto la loro poesia. Tutti contenti. L’arrivo del mandala è stato accolto con grande gioia e commozione, molte pazienti si sono incuriosite e hanno chiesto informazioni sulle tecniche per realizzarlo. Ora è esposto nel corridoio del reparto. Pazienti e personale sanitario ringraziano tutti coloro che hanno partecipato a questo dono. Sono molto felice di questa bella risposta”: sono le parole della dottoressa Montemitro che, prima ha ritirato il mandala con poesie e pensieri al Villaggio Celdit, poi una volta ad Atessa ha scattato foto con tanto di GRAZIE scritto sulle tute degli operatori.

Il giorno della consegna del mandala con pensieri/poesie, al Villaggio Celdit

“Per me è una grande emozione ricevere queste foto da Atessa!”, ha replicato Fabiola Nucci, sociologa di Chieti Solidale e responsabile dei laboratori. “Questo filo di lana così sottile ma così forte ci unisca sempre di più in un abbraccio di fratellanza”, dice invece la sferruzzante Rosalba.

Il mandala ad Atessa

Il progetto sociale ideato da Montemitro è stato lanciato sul social Instagram con il nome “famediaria” per contribuire al contagio di gioia e speranza. “Insieme a voi vorremmo rendere un po’ meno nascosto questo posto della meraviglia, per i pazienti e gli operatori sanitari dei reparti Covid: scegli o scrivi una poesia, puoi aggiungere un pensiero personale per accompagnarla. Ti invieremo una foto con la poesia da te scelta affissa nei vari reparti”.

Le poesie che arrivano vengono stampate in due copie, una plastificata da esporre sui muri del reparto per la sanificazione, l’altra viene utilizzata nella lettura durante il supporto psicologico ai gruppi.

Da quando è nata questa iniziativa si è creato un vero e proprio gruppo volontario operativo, ragazzi e operatori sanitari abruzzesi: l’addetto alla grafica, quello ai social media, all’impaginazione, alla stampa, l’avvocato per gestire i copyright. Le poesie vengono pubblicate sulla pagina Instagram “famediaria”. Anche questo ha evidenziato il virus, la voglia di condividere i momenti difficili, che fa sentire tutti meno soli.

Il personale sanitario dell’ospedale Covid di Atessa riceve il mandala e ringrazia

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