“Abbiamo imparato a muoverci diversamente”. I volontari di Protezione Civile dell’Anc modificano il modus operandi alla chiusura del COC di Chieti

Con la chiusura del Centro Operativo del Comune di Chieti aperto per l’emergenza Covid-19, si conclude un capitolo drammatico  della nostra comunità. La pandemia ha lasciato il segno anche nel modus operandi delle tante associazioni di volontariato legate al Dipartimento di Protezione Civile, che hanno acquistato nuove conoscenze e consolidato la loro preparazione. Testimone diretto del cambiamento è il presidente del Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Chieti, Leondino Di Lauro: “Questo periodo dell’epidemia ci ha insegnato a muoverci diversamente, ha modificato i nostri atteggiamenti di socializzazione. Il distanziamento tra persone è stata una regola che sta entrando nella norma. Abbiamo imparato anche a essere guardinghi, infatti più di una volta è capitato di consegnare la spesa a persone positive al Coronavirus che ce lo hanno nascosto. Non è diffidenza, è istinto di sopravvivenza”.

Di Lauro è carabiniere in congedo, presiede l’Associazione Carabinieri che si è istituita a Chieti nel 2000 e conta oggi 40 soci, prevalentemente carabinieri in congedo ma anche loro familiari.

Foto da Facebook: Nucleo Protezione Civile ANC – Chieti

“L’attività di volontariato di Protezione civile – racconta – è la nostra missione, facciamo previsione e prevenzione del rischio, soccorso alla popolazione in occasione delle calamità naturali in ausilio alle forze dell’ordine, prestiamo assistenza ai portatori di handicap e agli anziani. Affianchiamo le forze dell’ordine nel controllo della viabilità stradale, per esempio nelle gare ciclistiche e durante il Giro d’Italia. Vigiliamo sulla pubblica incolumità della cittadinanza in occasione di eventi socioculturali organizzati da Regione e Comune, come la Processione del Venerdì Santo. Accanto a queste attività principali facciamo anche protezione e conservazione dell’ambiente, tutela al patrimonio storico-artistico, abbiamo fatto vigilanza all’ordine pubblico in occasione degli eventi di Palazzo de’ Mayo. Gli operatori dell’Associazione carabinieri sono abilitati per affrontare l’alto rischio e la vigilanza nei teatri e luoghi pubblici, nel rispetto del nuovo regolamento”.

Durante il periodo dell’emergenza Covid-19 all’interno del COC, l’Anc ha risposto al Pronto spesa e Pronto farmaco, soprattutto facendo la spola nel reparto oncologico dell’Ospedale clinicizzato di Chieti.

L’associazione opera anche durante importanti manifestazioni, ha vigilato sulla folla intervenuta ai funerali di papa Giovanni Paolo II e alla funzione religiosa di insediamento di Benedetto XVI, ha fatto assistenza alla popolazione, allestimento tendopoli, interventi di logistica all’interno dei campi nei terremoti di L’Aquila nel 2009, dell’Emilia-Romagna nel 2014 e del Centro Italia nel 2017. Contribuisce all’attività di difesa del territorio contro gli incendi boschivi.

Foto dal sito Facebook: Servizio Regionale Cinofili ANC Abruzzo

Un vanto dell’Associazione Carabinieri di Chieti è  il gruppo di specializzazione unità cinofila che fa parte del servizio nazionale cinofili: “nel 2016 all’interno del nostro nucleo abbiamo creato l’unità cinofila – prosegue il presidente – che oggi è un punto di riferimento dentro e fuori la regione Abruzzo e uno dei pochi dell’Anc. È costituita da 4 conduttori e 4 cani di cui 3 di superficie e un molecolare per la ricerca dei dispersi. Veniamo attivati dalla Prefettura con cui abbiamo una convenzione. Per svolgere questa attività abbiamo un mezzo dedicato con attrezzatura e spazio per trasporto cani e conduttori”.

Il 9 maggio scorso la squadra cinofili al completo è andata ad Ascoli Piceno per un addestramento. È terminato, invece, domenica 28 giugno a San Benedetto Val di Sambro di Bologna il primo incontro, dopo il lockdown, delle unità cinofile appartenenti al Coordinamento Nazionale Anc per l’esercitazione nazionale al quale ha partecipato la commissione tecnica dei carabinieri del Centro nazionale cinofili di Firenze. Erano presenti gli operatori del Servizio Regionale Cinofili Anc Abruzzo con l’unità di Chieti, e quelli provenienti da altre regioni italiane. Nelle due giornate sono state selezionate nuove aspiranti unità che hanno richiesto l’ingresso al coordinamento e seguiranno l’iter formativo previsto per poter operare sugli interventi di ricerca. Nello stesso tempo sono state rinnovate le certificazioni delle unità nazionali già operative alla presenza della commissione tecnica composta dai carabinieri del Centro Cinofili Nazionale di Firenze e della Scuola del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. Erano presenti inoltre i primi operatori che seguiranno un percorso tecnico di supporto alle unità cinofile con sistemi informatici per poter meglio garantire una bonifica capillare nel momento dell’impiego nelle ricerche.

L’Anc dispone inoltre di un mezzo antincendio per la tutela del patrimonio boschivo e dell’ambiente, attivato in ausilio dei Vigili del Fuoco, e un mezzo polivalente con idrovora per lo svuotamento di sottopassi e cantine. Mezzi che fanno parte della colonna mobile nazionale e regionale che una volta allertata è pronta a partire.

“Abbiamo la sede legale in via Arniense, a fianco della caserma dei carabinieri – conclude Di Lauro – ma non disponiamo di una rimessa per i mezzi. Per questo ho un sogno, quello di una Cittadella della Protezione civile, un luogo condiviso con le altre associazioni appartenenti al Dipartimento, come accade in molte altre città. Un luogo attrezzato di uno spazio per la Centrale operativa durante i periodi di emergenza, di un numero telefonico unico di riferimento e di rimesse per la sicurezza dei mezzi”.

Foto di copertina: il presidente Anc, Leondino Di Lauro

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