Autori e libri d’eccezione alla rassegna Autori in Piazza presso la Villa comunale di Chieti

La quinta edizione della rassegna di libri Autori in Piazza è iniziata a Chieti ieri 21 luglio. Questa volta, dopo le prime tre edizioni legate alla Settimana mozartiana e la penultima che si è svolta a Chieti Scalo, è stata la Villa comunale a ospitare la manifestazione. L’organizzatore è da sempre Andrea Magno, poeta di origine siciliana che ci ha fatto respirare l’aria della sua terra natia con il primo testo di poesie Da qui ho un posto comodo (Chiaredizioni, 2018). La sua prima raccolta di poesie Sotto falso nome è stata pubblicata nel 2014 da Rupe Mutevole Edizioni, nella Collana “Le due anime”.

Il poeta e organizzatore Andrea Magno alla Villa comunale

Andrea Magno collabora con la casa editrice torinese Vague Edizioni  che si dedica ai libri d’oltralpe, ma anche di oltremare e di oltreoceano, letterature internazionali accomunate dall’uso della lingua francese, dalla Francia al Canada, dal Belgio all’Africa Occidentale, dalla Svizzera al Magreb. La casa editrice scova per i lettori italiani le opere più interessanti, preferendo quelle d’esordio già rivelatrici di talento di scrittori, poeti, drammaturghi e fumettisti contemporanei di lingua francese già affermati nei loro paesi d’origine, ma ancora non così noti al grande pubblico italiano.

Per Chiaredizioni Andrea Magno ha curato anche l’antologia poetica Fuori dal Coro “Poesie mai per caso. 33 autori+1” che verrà presentata in anteprima nazionale il 24 luglio alle 21. L’Antologia contiene 99 componimenti poetici più i 3 suoi ed è dedicata a Enrico Nascimbeni, cantautore, giornalista, scrittore e poeta italiano. La casa editrice così descrive il curatore: “Siciliano dell’estremo sud. Poco più di cinquanta anni. A volte viandante altre stanziale, scrive per diletto, contrapponendo la scrittura alla sua formazione scientifica. Un capricorno testardo, ma mediatore. Isolano per eccellenza, in lui convivono terra, fuoco, aria e acqua, che ritroviamo nelle sue poesie, e nella sua terra che ama visceralmente, e che, come lui ci ricorda, non si è mai fatta mancare nulla, nel bene e nel male. Per Andrea Magno il bicchiere non è mezzo pieno o mezzo vuoto, vi se ne può sempre ancora versare”. L’ “Antologia Fuori dal Coro” è stata segnalata il 6 luglio scorso da La Nave Carica di Libri Blog: “Una irrequieta sinfonia. Un variegato stormo alla ricerca della bellezza nella libertà delle parole. Nel conturbante susseguirsi di immagini rubate alle emozioni, si naviga a vista da Palermo a Trento a Copenaghen senza soluzione di continuità. Inebriati dal profumo del dolore, del sangue, della passione, nella distopia irreale di questo mondo”.

“Per l’Antologia – afferma l’organizzatore – l’idea è stata di mettere insieme poeti conosciuti e poeti sconosciuti. Lo stesso principio che sta dietro l’organizzazione di Autori in Piazza. Bisogna portare i libri in piazza per farli conoscere. Se i libri li presenti, le persone si avvicinano alla lettura. Per questa ragione quest’anno non abbiamo voluto rinunciare alla rassegna anche se l’organizzazione è stata ristretta agli ultimi giorni e abbiamo dovuto rinunciare alla musica per poter rispettare le norme di sicurezza anti-Covid 19”.

Il primo scrittore a salire sul palco è stato Romano De Marco, dirigente responsabile safety in uno dei maggiori gruppi bancari italiani, nato a Francavilla al Mare, abita a Ortona e lavora a Modena. Si trova al suo decimo romanzo, passando dal poliziesco noir al thriller puro. Ha scritto inoltre molti racconti in antologie e ebook, ricevendo pregiati premi e pubblicando anche per la Feltrinelli. Nel corso degli anni ha toccato temi come la solitudine, la paternità, la famiglia.

Romano De Marco, presentato alla Villa comunale dialoga con Nuela Celli

Il suo nuovo romanzo thriller è Il cacciatore di anime, edito da Piemme (gruppo Mondadori, 2020). Il protagonista Angelo Crespi è uno dei maggiori esperti italiani di serial killer. Ne ha catturati tre, grazie alla capacità di entrare nelle loro menti e anticiparne le azioni criminali. La sua è stata una carriera straordinaria, fino a quel giorno maledetto. Il giorno in cui ha dovuto pagare un prezzo troppo alto per chiunque. Quando il dolore è impossibile da sopportare, l’unica alternativa al suicidio è scomparire dalla faccia della terra. Addio al lavoro, ai legami, persino alla propria identità. Con un nuovo nome, da oltre vent’anni, Crespi vive un’esistenza diversa, cercando di venire a patti con i fantasmi del passato. Ha trovato rifugio in un paese defilato, avvolto nella placida atmosfera delle colline toscane, in provincia di Pisa. Peccioli sembra la meta ideale per il suo buen retiro, fino a quando anche in quel luogo ameno qualcuno inizia a uccidere. Delitti rituali, spietati, legati al patrimonio artistico cittadino, dentro il museo archeologico dove viene trovata morta una donna. L’uomo chiamato a indagare è il capitano Mauro Rambaldi del reparto operativo dei Carabinieri. Un uomo d’azione, pragmatico, un investigatore di talento. Ma quando la sua indagine si rivela più complessa del previsto, Rambaldi non può fare a meno di chiedere a Crespi di gettarsi ancora una volta nella mischia per aiutarlo a catturare l’assassino. Per il cacciatore di anime, dunque, si profila una nuova sfida.

“Ho scelto Peccioli – racconta l’autore sul palco – un borgo bellissimo che sorge su una collina e ha un campanile di stile moresco che ricorda le moschee. Conta meno di 5000 abitanti, è un Comune che investe molto in arte e cultura. Ha vari musei di cui uno archeologico, un osservatorio astronomico, un parco preistorico: il tessuto sociale e turistico ne giovano. Me ne sono innamorato.

Peccioli per il protagonista diventa un luogo dell’anima, dove ripensare al rapporto col padre, con le donne a cui non piace legarsi. Il paese lo metterà di fronte a sé stesso. Questa introspezione psicologica crea empatia col lettore. Scrivere un thriller è un lavoro artigianale, deve essere studiato in ogni piccolo aspetto. È come un meccanismo di orologeria dove ogni pezzo deve incastrarsi perfettamente con l’altro. Il lettore deve essere messo in grado di indagare insieme all’autore, deve scaturire una gara che dovrebbe essere vinta da quest’ultimo. Perciò inserisco nella storia sempre una seconda sorpresa, con l’intento di far rimanere il lettore a bocca aperta. Leggere un libro deve significare intraprendere un viaggio dentro sé stessi. Per farlo, nei personaggi deve essere trovato qualcosa che faccia porre delle domande. Il protagonista si evolve durante la storia”.

“Attraverso i miei personaggi, cerco di dare delle risposte anche a me stesso – conclude De Marco -. La speranza è che anche i miei lettori lo facciano, che si pongano delle domande che li aiutino a

Eraldo Guadagnoli. Foto dal sito di Daimon Editore

capirsi un po’ di più. Quando questo accade, l’autore ha centrato il suo obiettivo”.

L’altro autore della rassegna, Eraldo Guadagnoli, è stato presentato dalla sua editrice Alessandra Prospero. Nato a Sulmona, in provincia di L’Aquila, nel 1974, laureato  in Scienze Politiche e Storia e specializzato in Editoria e Comunicazione, collabora con alcune case editrici. Ha presentato la sua terza pubblicazione e prima raccolta di racconti  “I Pentacuminati. 5 storie di (dis) ordinario mistero” (Daimon Edizioni, L’Aquila, Collana Il Narratario dedicata alle brevi prose e alle raccolte di racconti). Questi racconti sono archetipi sulla giustizia (Nemesi), oblio (Lete), sonno (Ipnos), amore (Eros), virtù (Aretè). “Se il romanzo è un’autostrada lunghissima – dice l’autore – il racconto è una stazione di servizio, ma è un banco di prova per la conoscenza della psiche umana che ha tante sfaccettature. La mia intenzione è incuriosire il lettore, l’importante è avere qualcosa da dire”.

Dal 2013 Guadagnoli ha lavorato come redattore, editor e correttore di bozze. In precedenza, dal 2009 al 2012, ha lavorato in ricerche d’archivio. Ha partecipato all’Abruzzo Horror Festival che si è tenuto presso il Palazzetto dei Nobili di L’Aquila dove ha ottenuto la menzione d’onore per il racconto breve inedito “Oltre la Collina” ambientato nei meandri delle colline abruzzesi, luoghi in cui si racconta di una leggenda locale che l’autore ha elaborato in stile noir.

Nel 2016 fa il suo esordio come autore con “Scacco al re”, pubblicato da Cavinato editore. Nel 2017, è la volta de “Il colore dell’inganno” pubblicato da Virginia Edizioni, che riceve una menzione di merito al “Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica”.

In occasione del decennale del sisma che ha sconvolto l’Abruzzo, scrive Ventuno, una poesia inserita in un’antologia edita da Daimon Edizioni “La poesia a dieci anni dal sisma”.

La rassegna continua fino a sabato 25 luglio.

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